Francia e Italia ogni anno competono per il primo posto, come produttore mondiale di vino.
Le stime depositate a Bruxelles, in Settembre, indicano che la produzione italiana di vino, nel 2015, si attesti a 48,8 milioni di ettolitri, contro i 46,45 milioni della Francia e i 36,6 milioni di ettolitri della Spagna, seguiti da Germania e Portogallo.
Come nel 2013, l'Italia torna a superare la Francia in termini di produzione complessiva di vino.
Le condizioni climatiche hanno determinato il risultato: l'Italia ha visto un aumento di produzione di circa il 13%, mentre la siccità ha penalizzato la produzione francese che ha perso l'1% circa.
La vendemmia si preannuncia di ottima qualità quasi ovunque, salvo in quelle poche zone dove la grandine, le eccessive temperature e la scarsità di precipitazioni hanno causato qualche danno.
Si preannuncia un millesimo da ricordare!
domenica 11 ottobre 2015
domenica 4 ottobre 2015
L'antico Pfefferer, il moscato giallo. L'azienda Colterenzio
Risalgono al 1100 d.C. i primi
documenti che citano il Moscato Giallo, chiamato appunto Pfefferer, che veniva
coltivato insieme al Blaterle (moscato bianco), nelle campagne del maso Kohlerhof di proprietà della parrocchia
bolzanina, situato nella costa orientale del Virgolo (ad oriente di Bolzano), a
circa 460 m di altitudine.
Il vitigno del Moscato giallo
viene così considerato uno dei più antichi in assoluto. Ne esisto svariate
tipologie che hanno subito leggere mutazioni nel tempo.
Il Moscato Giallo, del quale ne
esistono svariate tipologie che hanno subito leggere mutazioni nel tempo, è sicuramente
il meno diffuso tra i moscati a bacca bianca. E’ un vitigno aromatico, facente
parte della famiglia dei Moscati, che viene vinificato sia nella versione dolce
che in quella secca, come spumante dolce e passito.
Il nome Moscato deriva dal latino
"muscum", che significa muschio, per il caratteristico profumo
aromatico ed intenso. E’ conosciuto anche come Moscato Sirio, probabilmente in
riferimento alla sua origine medio-orientale, e nell'area di Parma e Piacenza anche
chiamato Moscato Cipro.
Il grappolo è lungo, gli acini a
completa maturazione sono di colore giallo, e il bouquet speziato dell’uva lo
si ritrova nel vino, che esprime una particolare eleganza.
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| fonte:en.wikipedia.org |
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| fonte:www.suedtiroler-weinstrasse.it |
La lunga esperienza in campo enologico dell’Azienda Agricola Colterenzio permette di coniugare
passione e tecnologia, dando alla luce vini che rispecchiano le caratteristiche
del proprio vitigno, raggiungendo così l’obiettivo principale costituito dalla tutela
della qualità e della tipicità dell’uva.
Colterenzio Soc. Agr. Coop., Strada
del Vino 8, I-39057 Cornaiano (BZ) - www.colterenzio.it
domenica 9 agosto 2015
Il vino di RODI, la città dei cavalieri
L'isola di Rodi è situata nel sud-est del Mar Egeo, di fronte alla costa dell'Asia Minore.
Gode di un clima ideale per la coltivazione dell'uva, con periodi di sole lunghi, utili ad una perfetta maturazione delle uve, brezze estive per mitigare il caldo eccessivo e qualche giornata di pioggia sufficienti a sostenere la corretta crescita della vite.
Qui la viticoltura e la vinificazione rappresentano una tradizione iniziata a partire dal VII secolo A.C.
Come per il resto della Grecia, le varietà di vitigni coltivati sono quelli autoctoni storici. In particolare si trovano Athiri, la varietà bianca e Amorgianó, l'uva a bacca rossa.
Queste due uve rappresentano le basi ampelografiche delle denominazioni di origine OPAP (l'equivalente DOC).
L'uva semiaromatica Athiri è una delle più antiche della Grecia e a Rodi viene vinificata in purezza. Predilige i terreni calcarei e argillosi, pur adattandosi ad altri tipi di terreno. I vini ottenuti con questa varietà sono fini, di moderata alcolicità, con sentori fruttati e agrumati.
La discreta acidità ha spinto alcuni produttori a produrre versioni spumantizzate con il metodo classico.
Il vitigno Amorgianó, (da leggere Amorghiano), conosciuto anche come Mandelaria, è coltivato anche a Creta. Vinificato spesso in purezza, dà vini di medio corpo, leggermente speziati.
Anche su RODI si coltiva poi il Moscato, in particolare due cloni, l' Aspro e il Trani. La produzione è limitata, pure esistendo una denominazione di origine e la qualità rivaleggia certamente con i profumatissimi moscati di Samos.
Visita alle cantine di EMBONAS
Embonas è un villaggio ai piedi del monte Attavyros, a 800 metri s.l.m. E' il cuore della viticultura di RODI e della tradizione enogastronomica rodiana. Diverse cantine offrono degustazioni e visite.
EMERY
La prima che si incontra, arrivando da nord è EMERY. Hanno la particolarità di essere stati i primi, in Grecia, a produrre un vino spumante metodo classico, brut e demi-sec, entrambi realizzati da uve Athiri.
Della degustazione voglio segnalare il rosato Granrosé
Ottenuto ovviamente da uve Amorgianó, si presenta con un colore rosa cerasuolo, esprimendo al naso sentori floreali e fruttati intensi. Fresco e sapido, ha giusta morbidezza e alcolicità.
Gode di un clima ideale per la coltivazione dell'uva, con periodi di sole lunghi, utili ad una perfetta maturazione delle uve, brezze estive per mitigare il caldo eccessivo e qualche giornata di pioggia sufficienti a sostenere la corretta crescita della vite.Qui la viticoltura e la vinificazione rappresentano una tradizione iniziata a partire dal VII secolo A.C.
Come per il resto della Grecia, le varietà di vitigni coltivati sono quelli autoctoni storici. In particolare si trovano Athiri, la varietà bianca e Amorgianó, l'uva a bacca rossa.
Queste due uve rappresentano le basi ampelografiche delle denominazioni di origine OPAP (l'equivalente DOC).
L'uva semiaromatica Athiri è una delle più antiche della Grecia e a Rodi viene vinificata in purezza. Predilige i terreni calcarei e argillosi, pur adattandosi ad altri tipi di terreno. I vini ottenuti con questa varietà sono fini, di moderata alcolicità, con sentori fruttati e agrumati.
La discreta acidità ha spinto alcuni produttori a produrre versioni spumantizzate con il metodo classico.
Il vitigno Amorgianó, (da leggere Amorghiano), conosciuto anche come Mandelaria, è coltivato anche a Creta. Vinificato spesso in purezza, dà vini di medio corpo, leggermente speziati.
Anche su RODI si coltiva poi il Moscato, in particolare due cloni, l' Aspro e il Trani. La produzione è limitata, pure esistendo una denominazione di origine e la qualità rivaleggia certamente con i profumatissimi moscati di Samos.
Visita alle cantine di EMBONAS
Embonas è un villaggio ai piedi del monte Attavyros, a 800 metri s.l.m. E' il cuore della viticultura di RODI e della tradizione enogastronomica rodiana. Diverse cantine offrono degustazioni e visite.
EMERY
La prima che si incontra, arrivando da nord è EMERY. Hanno la particolarità di essere stati i primi, in Grecia, a produrre un vino spumante metodo classico, brut e demi-sec, entrambi realizzati da uve Athiri.
Della degustazione voglio segnalare il rosato Granrosé
Ottenuto ovviamente da uve Amorgianó, si presenta con un colore rosa cerasuolo, esprimendo al naso sentori floreali e fruttati intensi. Fresco e sapido, ha giusta morbidezza e alcolicità.
lunedì 13 luglio 2015
Douro e il vino di Porto
Douro è sicuramente la regione vinicola per eccellenza del Portogallo, in particolare perchè qui si produce uno dei vini fortificati più famosi al mondo, il PORTO.

Il Porto viene prodotto utilizzando fino a 15 vitigni a bacca rossa, principalmente Tinta barroca, Tinto Cao, Touriga Francesca, Touriga Nacional, Bastardo o 14 a bacca bianca, per il porto branco.
Viene arricchito introducendo il vino rosso parzialmente fermentato in tini contenenti, per un quarto, "aguardente" ovvero acquavite al 77%. Il titolo alcolometrico volumico finale del porto è di circa il 20%. Le uve vengono calpestate per lungo tempo, ritmicamente (oggi con pale meccaniche), nei Lagàr di granito. Dopo l'inverno, il Porto viene spedito a valle, nelle città di Oporto e Vila nova de Gaia, vicino al mare, e qui miscelato e invecchiato, a seconda dello stile di produzione (ruby, lbv, vintage, tawny, colheita).
Nella città di Vila Nova de Gaia le cantine si affacciano al fiume. In acqua ci sono diverse "Rabelos", barche a vela tradizionali utilizzate in passato per il trasporto del vino in botte, dai vigneti al porto, via fiume. Ora, il vino viene portato in città, in cisterne, trasportate via strada. Ovviamente non è più molto romantico e pittoresco, così queste barche piccole sono lasciate in acqua, a beneficio dei turisti.Visita alla cantina Calem
La visita inizia al museo dove la guida illustra la regione del Douro, la produzione del vino Porto e la storia di Calem. Si passa poi nelle cantine dove si possono osservare i vini in invecchiamento al riparo dalla luce e dal calore. Oltrei ai ruby, tawny, lbv, vintage e colheita, branco, viene prodotto anche un porto rosè, da aperitivo.La visita alla cantina si conclude con una degustazione di due vini Porto: uno bianco e uno rosso.
Lágrima Porto Cálem
Lágrima si riferisce alle lacrime (o gocce) di alcool che scivolano dentro la coppa dopo aver bevuto il vino. Invecchiato in botti di rovere e tini in acciaio inox. Colore dorato, ha profumi di miele e frutta secca. Al palato è dolce, intenso e complesso.
Porto Calem 20 anos
E' il risultato di una miscela accurata di vini, invecchiato per 20 anni in botti di rovere. Arancio-verde, ha aromi di bosco, miele e spezie. Il palato è equilibrato e complesso, con un finale lungo e piacevole.
Cercando un vintage....
Esco da Calem e cerco nelle vinerie che si affacciano lungo il fiume. E' praticamente impossibile trovare porto stile ruby: i portoghesi considerano come vero vino Porto il TAWNY. Pur non trovando un vintage da assaggiare, mi accontento allora di un tawny 40 anni : eccezionale!Porto Noval 40 anos il colore rosso è ormai sparito virando ormai al bruno scuro. Lo definisicono "intemporal" e assaggiandolo si capisce il perchè : il vino ha ancora un eccezionale equilibrio e una bellissima freschezza.
domenica 5 luglio 2015
Carema un'oasi da preservare......le vigne sono una vera architettura di montagna
L'aerale di Carema si sviluppa nella zona nord-ovest del Piemonte in una bella conca soleggiata che funge da sparti acque tra il Piemonte e la Valle d'Aosta. Nei secoli passati questa zona ha segnato il confine del territorio Italico con la Gallia prima e con il Regno di Borgogna poi. Una zona di una bellezza estrema.....arrivando da Ivrea in direzione Aosta all'altezza dell'uscita autostradale di Quincinetto, si stagliano maestose le vigne di Carema. La tradizione vitivinicola di questa conca affonda le sue origini nella storia: si trovano citazioni su questi vini in una guida enologica redatta dal bottigliere del Papa Paolo III Farnese, datata 1539, che li definiva "un'ottima e perfetta bevanda per Principi e Signori". Un'altro trattato del XVI secolo, il "De Vinis Italie", menzionava che il Carema veniva servito alla mensa dei Papi e dei duchi di Savoia e che era "vin d'arrosto" per i Reali di Francia. Il passare del tempo non ha indebolito il carattere di questo vino, che il grande Mario Soldati definì "forte e simpatico come un gusto di sole e di roccia".
A Carema ogni filare porta con sè una storia antichissima, come testimoniano le complesse architetture, che sostengono il paesaggio vitato.
Qui centinaia di terrazzamenti secolari, definiti "tabbie", ospitano le vecchie vigne arrampicate sui pergolati di legno retti da maestosi pilastri in pietra, "i Pilun": si tratta delle "topie", riconosciute come vere e proprie opere d'arte (che Renato Ratti definì "templi bacchici"), nate con la precisa funzione di incastonare le vigne nei ripidi gradoni di roccia e sfruttare la capacità della pietra di immagazzinare il calore del sole durante il giorno per poi rilasciarlo durante la notte.
In questa unica e caratteristica zona è nata, essendo la proprietà vitivinicola molto spezzettata, la Cantina dei Produttori Nebbiolo di Carema, fondata nel 1960 da un gruppo di 10 agricoltori residenti in loco, si è sviluppata fino a diventare un'icona per la produzione e la vendita del vino di Carema.
Si tratta di una Cooperativa di Soci, tutti produttori part-time con superfici vitate pro-capite piccolissime e con l'età media degli stessi produttori di circa 55 anni.
Visto il territorio così impervio il lavoro degli associati è interamente manuale, compresa la manutenzione dei muretti a secco, che salvaguardano la montagna da eventuali frane o erosioni. Partita come dicevamo nel 1960 come una piccola cooperativa, oggi la Cantina dei Produttori di Carema è uno dei luoghi più autentici per la riscoperta del nebbiolo (qui chiamato Picotendro) del nord Piemonte, nella loro Riserva troviamo un vino caratterizzato da una vinificazione rispettosa delle caratteristiche più tipiche del vitigno e da un lungo affinamento in grandi botti di rovere....racchiude in sè l'essenza del territorio di Carema, capace di dar vita a vini complessi e di buona struttura, dal grande potenziale evolutivo.
Una zona magica!! assolutamente da preservare!!! per non perdere le antiche tradizioni i caratteristici paesaggi e di conseguenza i prodotti che da essi derivano e che da secoli si tramandano di generazione in generazione......la speranza è che oggi, in un'epoca così difficile, ci siano giovani ancora disposti a sacrificarsi vuoi per tradizione famigliare vuoi per pura passione e che possano raccogliere il testimone dei padri e dei nonni per continuare a coltivare questo lembo di terra avvolto da una centenaria tradizione.....
venerdì 3 luglio 2015
Nova Domus Riserva 2008 - Cantina Terlano Alto Adige - filosofia della longevità ......quando il tempo è alleato!!!!!
(Video tratto da you tube caricato da davisoPR per Cantina Terlano)
Al giorno d'oggi in un'epoca in cui tutto va fatto nel più breve tempo possibile, prendersi il tempo e dare tempo alle cose è forse il lusso più grande che possiamo immaginare. Alla Cantina Terlano questo lusso se lo concedono dando a ciascun vino il tempo di cui ha bisogno per maturare fino alla perfezione. Anche vari decenni, se necessario!!! La cantina di Terlano e' una cantina cooperativa fondata nel 1893, e' formata da 143 soci che coltivano circa 165 ettari di vigneti. I vigneti di Terlano godono di un terroir molto particolare a partire dal clima che presenta grandi escursioni termiche tra il giorno e la notte così da favorire una maturazione elegante delle uve. Inoltre i terreni sono composti da rocce porfiriche rosse di origine vulcanica. La cantina di Terlano produce grandi vini a partire da quelli base fino ad arrivare alle Riserve.
Oggi vi presentiamo il Nova Domus Riserva 2008 - (60%Pinot Bianco-20%Chardonnay-10%Sauvignon) vendemmia con selezione manuale delle uve con una resa di 42hl/ha, fermentazione con temperatura controllata in botti da 30hl, malolattica svolta solo per Pinot Bianco e Chardonnay poi affinamento sui lieviti fini per 12 mesi in botti grandi per 50% e in tonneaux per i restanti 50%. Circa 3 mesi prima di imbottigliare avviene l'assemblaggio. Nova Domus e il nome del Castello che si trova sopra Terlano (vedi etichetta) e questo e' l'uvaggio storico della zona. Questo vino coniuga potenza ed eleganza allo stesso tempo, al naso esprime una grande complessità aromatica legata ai vitigni che lo compongono: note vegetali come menta e salvia, frutta matura anche esotica, ancora profumi speziati di pepe bianco inoltre cioccolato bianco e pasta di mandorle nell'evoluzione...il tutto impreziosito dalla classica e tipica nota minerale che i terreni di questa zona sanno donare. Al palato troviamo un vino potente e strutturato, ma dotato di un'incredibile freschezza, in cui le note dure come acidità e sapidità vengono equilibrate da una grande cremosita' e morbidezza e da una buona potenza alcolica. In retrolfattiva abbiamo una lunga e finissima persistenza aromatica. Grande!!!!...questo 2008 e' decisamente accattivante ed elegante sia al naso che al gusto con ritorni di mandorla ad impreziosire il sorso. Bottiglia di grande soddisfazione se bevuta ora, ma con margini di evoluzione nel tempo anche 15/20 anni e oltre.....per chi sa aspettare!!!
venerdì 26 giugno 2015
Colonnara e il suo "Cuprese" - il Verdicchio dei Castelli di Jesi dall'incredibile longevità.....
Mitica verticale 2012-2008-2001-1999-1991 di Verdicchio dei Castelli Jesi "Cuprese"della cantina sociale Colonnara di Cupramontana - la zona classica più storica per la coltivazione del Verdicchio.
Per chi avesse qualche dubbio sulla longevità di questo vitigno consiglio di provare l'assaggio di vecchie annate, noi ci siamo spinti fino al 1991. Questo Cuprese 1991 è un vino perfettamente integro già dal colore ancora molto vivo nelle tonalità paglierine di bella intensità. Ma sono i profumi prima e l'assaggio poi a decretare la complessità e la sontuosità di quest'etichetta. Naso affumicato con richiami molto evidenti di pietra focaia, nonché anice, agrumi, frutta matura, mandorla e note di lieviti su uno sfondo di macchia mediterranea che dona una freschezza olfattiva incredibile. In bocca sfoggia ancora una bellissima acidità ed una sapidità che lo rendono dinamico, verticale e di grande bevibilita'. La retrolfattiva è altrettanto intrigante e persistente con lungo finale di pasta di mandorle e agrumi.
Stupefacente anche la 2001 con un naso meno affumicato seppur minerale, giocato più su profumi di finocchietto selvatico e mentuccia. Molto fine, di grande freschezza gustativa e persistenza retrolfattiva. Fantastici!!!!!
Le altre annate 2012 e 2008 molto piacevoli sicuramente meno complesse non per questo meno interessanti. Il magnum 1999 un po'sottotono rispetto alle altre annate, forse la bottiglia non era perfetta. Bellissima esperienza!!!!!
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